LA VITICOLTURA E L’ENOLOGIA TRAPANESE IN FUTURO A SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE - Marsala
Dalla viticoltura sostenibile alla sostenibilità del paesaggio
Prof.ssa Rita Biasi
DAFNE - Dipartimento di Scienze e Tecnologie per l’Agricoltura, le Foreste,la Natura e l’Energia, Università della Tuscia - Viterbo Il paesaggio della vite rappresenta un sistema estremamente complesso derivante dalla interazione di fattori ambientali (geomorfologia, suolo, clima) da un lato, e fattori antropici dall’altro. Ogni vino possiede il suo specifico paesaggio naturale e culturale e i vigneti, nella molteplicità delle loro forme e strutture, ne rappresentano l’espressione. La viticoltura è un elemento connotativo del paesaggio agrario di quasi tutte le regioni italiane e in molte di queste ha concorso alla sua stessa origine, rappresentando una delle coltivazioni più saldamente legate alla storia e cultura dei luoghi.
Il legame fra produzioni sostenibili e paesaggio trova ragione in una più ampia considerazione dei fattori che concorrono alla definizione di ambiente, inteso come sistema integrato e complesso di risorse la cui salvaguardia sta alla base della definizione stessa di sostenibilità dei modelli produttivi. Fra questi il paesaggio e la biodiversità, risorse spesso depauperate della loro diversità o degradate a causa dell’introduzione di modelli produttivi ad alta richiesta di energie sussidiare esterne o per l’abbandono della pratica agricola nella aree più marginali. L’attenzione rivolta al riconoscimento e all’interpretazione della funzione dei paesaggi coltivati rappresenta una sensibilità emergente che coinvolge diversi soggetti accomunati dall’obiettivo di valorizzare le produzioni e il territorio in cui sono inserite attraverso la salvaguardia del paesaggio e la sua comunicazione, accrescendone la competitività. Queste azioni rappresentano altresì strumenti di attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio (Firenze, 2000) documento promosso dal Consiglio d’Europa a salvaguardia del paesaggio inteso come spazio percepito dalle popolazioni del luogo nelle sue molteplici forme ed espressioni. Inoltre, il paesaggio coltivato va considerato anche per il suo ruolo di mantenimento di una diversità biologica e ambientale, da intendersi come beni comuni della collettività. Diversi caratteri del comparto vitivinicolo possono considerarsi alla base dell’opportunità di includere il paesaggio nella valutazione della sostenibilità dei modelli produttivi. Innanzi tutto va considerato un assodato legame fra prodotti enologici e territorio, di cui il paesaggio è parte integrante, del resto ben espresso nel concetto di terroir. Inoltre, il settore vitivinicolo è interessato costantemente dall’applicazione di una serie di disposizioni legislative, in ottemperanza alla più recente OCM vino, che indirettamente o direttamente incidono sulla fisionomia dei paesaggi della vite. Infine, l’ obiettivo emergente della qualificazione delle produzioni vitivinicole, oltre che attraverso l’attuazione di modelli produttivi sostenibili, dovrebbe realizzarsi attraverso la promozione della multifunzionalità dei sistemi viticoli – fra cui la funzione paesaggistica, ecologico-ambientale e biologica - che si configura come attributo strategico per il miglioramento della competitività del settore e, talvolta, come fattore critico nel determinare la sopravvivenza di realtà produttive principalmente negli ambienti fisici più difficili o estremi. In quest’ottica ricerche specifiche sui paesaggi viticoli sono in corso in diverse importanti aree territoriali della regione Sardegna e della regione Lazio per la produzione di studi pilota sulla caratterizzazione degli ambienti fisici dei vigneti e dei modelli viticoli e sulla valutazione dell’impatto sulle risorse ambientali quali il paesaggio e la biodiversità. Frammentazione, perdita e degradazione degli habitat, spesso conseguenti all’introduzione dei nuovi modelli produttivi, sono considerate tra le più importanti minacce alla biodiversità, diversità ambientale (diversità dei paesaggi agrari e naturali) e funzionalità degli agro-ecosistemi. La complessità del sistema paesaggiocomporta l’adozione di una metodologia di ricerca integrata e transdisciplinare che deve essere condotta a più scale d’analisi: a scala territoriale (macroaree rappresentate da specifici ambiti di paesaggio) e, a maggior dettaglio, a scala aziendale. Integrati gli strumenti d’indagine supportati dalla tecnologia GIS per la delimitazione degli ambiti, l’analisi delle componenti ambientali e storico-culturali, delle trasformazioni del paesaggio e della metrica del paesaggio, funzionale allo studio della struttura e del valore ecologico delle aree viticole. A scala aziendale, l’individuazione di indicatori di paesaggio e di biodiversità si configurano come strumenti idonei per evidenziare le peculiarità di realtà produttive diverse. Ciò che scaturisce da questi studi è un’estrema diversificazione dell’impatto della viticoltura sulla fisionomia e funzionalità degli ambienti viticoli delle aree campione. Solo poche aree viticole continuano a manifestare una singolare complessità del mosaico agro-forestale, da intendersi non solo come ricchezza ambientale, ma anche come elemento di stabilità e di elevata valenza ecologica. In alcuni ambiti, quali quelli costieri, queste funzioni risultano spesso controvertite. In questi vulnerabili ambienti la retrocessione della viticoltura verso le zone di entroterra ha portato non solo alla perdita delle capacità produttive del suolo, ma anche alla perdita di diversità ambientale (scomparsa del paesaggio della vite), dell’identità dei luoghi e dei loro prodotti tipici. Massima espressione del rapporto sostenibilità della viticoltura-sostenibilità del paesaggio la si ravvisa nei tanti paesaggi tradizionali della vite in cui le pratiche agricole tradizionali che li perpetuano rappresentano modelli di conduzione ad alta sostenibilità ambientale. L’attenzione al paesaggio nelle sue forme e significati assume oggi un ruolo strategico nella futura gestione dei sistemi viticoli in quanto una delle sfide contemporanee più importanti si ravvisa proprio nell’individuazione di modelli produttivi in cui la tecnica viticola possa coesistere con l’innovazione tecnologica, la salvaguardia dell’ ambiente e delle sue risorse e il rispetto del paesaggio rendendoli parte integranti dello sviluppo di questo comparto. |
