La mosca delle olive
La mosca delle olive, Bactrocera oleae Gmelin, è uno dei maggiori problemi nella difesa fitosanitaria delle olive. Il miglior metodo di difesa dalla mosca delle olive consiste nell’applicazione di più tecniche che mirano alla riduzione della popolazione della Bactrocera oleae nei propri oliveti. Il monitoraggio delle popolazioni della mosca delle olive attraverso trappole al feromone deve essere alla base di ogni tecnica di difesa da applicare, perché è inutile intervenire in un periodo in cui la mosca delle olive è assente. Oggi vi propongo una tecnica di cattura degli adulti attraverso l’uso di una sostanza attrattiva naturale, il pesce. La tecnica consiste nell’utilizzare una bottiglia di plastica con due fori, circa 1 cm di diametro, realizzati su due facce opposte della bottiglia. All’interno della bottiglia si mette una soluzione di acqua e parti di pesce (testa, interiora, etc.). Come pesce vi consiglio le sarde o le acciughe perché costano poco, almeno giù da noi in Sicilia. La mosca delle olive, ma anche altri insetti come vedrete, sono attratti dall’odore del pesce in decomposizione e cosi entrano dentro la bottiglia attraverso i fori. Al momento di uscire, le mosche delle olive hanno difficoltà a trovare i fori e rimangono intrappolate dentro la bottiglia. Per migliorare l’effetto attrattivo nei confronti della mosca delle olive vi suggerisco di mettere una striscia gialla o gialla e verde lungo la circonferenza della bottiglia. Questa tecnica risulta valida se si utilizza una bottiglia per albero. Allora, cominciate a raccogliete le vostre bottiglie di plastica e appendetele sugli alberi dei vostri oliveti, il risultato è garantito! Ricordate comunque che ogni tecnica va adattata e sperimentata alle condizioni del proprio oliveto.
